Kingsports Festival: Il Gioco di Carte è appena uscito, ma le sorprese per questo gioco non sono finite! Abbiamo intervistato l’autore, Gianluca Santopietro, sul suo lavoro di board game artist e i suo progetti futuri.

 

Cosa rappresenta per te oggi il gioco da tavolo?

Sono un vecchio dinosauro del mondo del gioco, ho trascorso tanti anni in questo settore, vissuti sempre con tanta intensa passione. Provo ancora una certa invidia per i mercati stranieri più sviluppati del nostro, e nel mio percorso, ho sempre anteposto l’obiettivo di divulgare la cultura del gioco: ho cominciato dalla mia famiglia e poi, in una lunga spirale a chiunque sono entrato in contatto, sia personalmente, che da tanti anni (oramai) professionalmente, anche con i giochi che portano il mio nome sulla scatola (o nei crediti). Per me il gioco da tavolo è, e sarà sempre, un’ottima occasione per stare assieme; anche quando si discute animatamente con i compagni di gioco: la competizione mi fa sentire vivo e attivo!

Da cosa prendi spunto nella creazione di un gioco? Da che cosa ti lasci ispirare?

A parte i vecchi “classici”, la mia passione per il gioco “intelligente” nasce dal gioco di ruolo. Sono profondamente legato alle opere del Solitario di Providence: ho “sentito il richiamo” (di Cthulhu) ai tempi del gioco di ruolo che proprio Stratelibri ha portato, con grande merito, in Italia. L’amicizia con Andrea Chiarvesio, mi ha facilitato l’opportunità di avvicinare la mia vocazione narrativa a solide e prestigiose meccaniche ludiche. È stato un lavoro molto piacevole e appagante e… da cosa nasce cosa. Ho un rapporto bizzarro con i dadi: nonostante mi indispettiscono molto quando “girano” male, adoro il brivido che si prova al momento di lanciarli. Trovo molto intriganti, poi, le tecniche che permettono di manipolarli: rappresentano la possibilità di alterare il caso, di poter interagire con il proprio fato, di prendersi una rivincita sulla casualità. Tutto questo è il gioco di carte (e dadi) di Kingsport Festival.

Qual è il percorso che ti porta dall'idea di un gioco alla sua realizzazione?

Non mi considero un vero “inventore” di giochi: un libro, un film, qualsiasi cosa possono essere uno spunto per imbastire un’idea di gioco. A quel punto mi immergo in una profonda ricerca, approfondisco l’argomento, cerco appigli e agganci solidi su cui poter poggiare la struttura del gioco vera e propria. Quali sono le caratteristiche imprescindibili che deve avere un gioco da tavolo? Il divertimento, attraverso il coinvolgimento emotivo del giocatore. Il gioco deve catturarmi, rapirmi, come fa un buon libro o un bel film: voglio essere coinvolto, farne parte, provare delle emozioni. Non sono adatti a me i giochi di strategia astratta: sono un pessimo giocatore di scacchi. Preferisco i giochi di ruolo.

 

Per me il gioco da tavolo è, e sarà sempre, un’ottima occasione per stare assieme.

 

Qual è il target di giocatori a cui si rivolgono i tuoi giochi?

Quelli che vogliono esplorare un determinato argomento, per riviverne le atmosfere e le emozioni: le competizioni delle gare di MotoGrandPrix, la comicità di Sì Oscuro Padrino, l’efferata caccia al serial killer di Whitechapel, l’angosciante sopravvivenza dell’affondamento del Titanic e la perdizione del Festival di Lovecraft. Uno degli apprezzamenti più soddisfacenti che ho ricevuto è stato: «giocando a Kingsport Festival mi è venuta la voglia di leggere Lovecraft.»

In che direzione si sta muovendo il mondo del gioco da tavolo?

Tutto il mondo dell’entertainment è cambiato rispetto ai miei gusti che si sono formati prima dell’inizio del terzo millennio, oppure sto semplicemente invecchiando: i giochi sono molto belli più che in passato ma, purtroppo, si ri-giocano meno, e la sostanza non sembra essere l’elemento più importante. Tanti giocatori mi hanno trasmesso l’impressione che desiderano capire come si vince, non tanto giocare. Quello che cerco di fare, nei giochi che firmo con il mio nome, è dare a tutti le stesse opportunità di competere per la vittoria. I puzzle-game non sono il mio modello preferito: faccio giochi in cui ci sono tanti modi per sconfiggere gli avversari, se no non avrei nessuna possibilità. Dopo tanti anni sono ancora un casual-gamer!

 

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Ci parli dei tuoi progetti futuri?

Ho diverse idee che sto sviluppando, alcune già contrattualizzate. Continuo a “pensare” ai giochi già pubblicati per capire cosa si può ancora aggiungere per rinnovare la sfida. Tante idee le infondo nei progetti di altri che sviluppo, ma tante altre ne rimangono ancora. Vorrei poter far arrivare ai giocatori un bel gioco di investigazione su un tema a me molto caro, ma chissà, vedremo. Per ora mi auguro che l’ultima fatica possa divertire qualcuno: vi aspetto nella grotta della Fiamma Verde! Buon Natale!

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